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03 | 03 | 16
Il rame antibatterico contro la contaminazione dei batteri MRSA
Sanità

Una nuova ricerca condotta dall'Università di Southampton dimostra che la sopravvivenza dell’MRSA viene fortemente limitata dalle superfici in rame, e getta anche nuova luce sui meccanismi d’azione antibatterica di questo metallo.

Contaminazione: via spruzzo o per contatto?

Le superfici che vengono toccate di frequente in aree affollate - come ospedali, snodi di trasporto ed edifici pubblici – rischiano di diffondere malattie causate dallo Stafilococco Aureo Resistente alla Meticillina (MRSA) e dallo Stafilococco Aureo Sensibile alla Meticillina (MSSA); per esempio, le infezioni nosocomiali si contraggono all’interno della struttura ospedaliera soggetta al via-vai di pazienti, medici e visitatori. Una superficie “riceve” i batteri da una persona che la tocca, o da fluidi corporei contaminati; in seguito questi stessi batteri  verranno toccati e raccolti da altre persone e saranno trasportati su altre superfici, e così via. 

Nei precedenti studi, condotti sempre dall’Università di Southampton, veniva simulata 'la contaminazione via goccia' dell’MRSA – cioè come se  si compisse per mezzo di uno starnuto o uno spruzzo: era stato dimostrato che il batterio veniva rapidamente eliminato dalle superfici di rame e leghe di rame. Tuttavia, la contaminazione avviene spesso sotto condizioni più “asciutte”, cioè il tocco delle mani, che si secca rapidamente ed è potenzialmente trascurato nei regimi di pulizia, a differenza delle goccioline visibili.

 
La nuova ricerca è spiegata dalla dott.ssa Sarah Warnes, autrice principale: 'Riguarda la simulazione di superfici contaminate “via tocco” da milioni di MRSA: le cellule possono sopravvivere su superfici non antibatteriche come l'acciaio inossidabile per lunghi periodi, ma vengono eliminate su rame e leghe di rame ancora più rapidamente rispetto alla contaminazione “via goccia”. L'esposizione al rame danneggia la respirazione batterica e il loro DNA, con conseguente degrado irreversibile della cellula e sua morte'.

I meccanismi del rame

Mentre l'efficacia del rame (e di una sua famiglia di leghe, chiamate collettivamente Antimicrobial Copper) era stata già testata e comprovata attraverso studi di laboratorio e clinical trial, il meccanismo con cui le superfici di questo metallo distruggono batteri e virus è ancora in fase di studio.

Questo nuovo articolo, pubblicato su Applied and Environmental Microbiology, dimostra che gli MRSA muoiono sulle superfici di rame a seguito di un attacco su più fronti, portato da ioni di rame e da specie reattive dell’ossigeno (ROS); però il meccanismo è leggermente diverso rispetto ai risultati precedenti osservati sui batteri Gram-negativi, come l’E. coli, dove i ROS possono convertirsi a radicali dell'ossigeno ad azione rapida ancora più reattivi.

Il professor Bill Keevil, professore di Sanità Ambientale presso l'Università di Southampton e co-autore dell’articolo, chiarisce il significato di questi risultati: 'È importante capire il meccanismo dell’efficacia antibatterica del rame, perché i microrganismi evolvendosi hanno sviluppato diversi meccanismi per trasmettere la resistenza ai disinfettanti e antibiotici.

Il nostro lavoro mostra che l’azione del rame agisce su vari siti cellulari, non solo eliminando gli agenti patogeni batterici e virali, ma anche distruggendo rapidamente il loro materiale genetico; non c'è quindi alcuna possibilità che si avvengano mutazioni e che si trasmetta qualcosa ad altri microbi (un processo chiamato trasferimento genico orizzontale). Di conseguenza, questo aiuta a prevenire la comparsa di una successiva generazione di superbug.

Al contrario, il nostro lavoro sull'argento ci suggerisce che le superfici di contatto “secche” di questo metallo non sono capaci di eliminare l’MRSA, il che evidenzia ulteriormente le proprietà antibatteriche uniche del rame.'

Le superfici di contatto fatte in rame solido antibatterico vengono già utilizzate in tutto il mondo per ridurre la diffusione delle infezioni in ospedali, scuole, aeroporti e trasporti, impianti sportivi ed uffici; esse si aggiungono alle misure chiave per il controllo delle infezioni, come una buona igiene delle mani e la regolare pulizia e disinfezione delle superfici.

Scarica qui il comunicato stampa completo, con i link e i riferimenti alle ricerche di Warnes e Keevil

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