Industria

L'industria del rame in Europa: la struttura

La parte iniziale della filiera del rame è composta da tre settori distinti. Le miniere, che estraggono i minerali e li convertono in "concentrati" (approssimativamente composti da un terzo di rame, un terzo di zolfo e da un terzo di silicati di ferro). I produttori di rame - spesso indicati come fonderie e raffinatori - trasformano i concentrati, i prodotti intermedi e i rottami in rame metallico. I produttori di semilavorati convertono questo metallo in prodotti come fili, barre, tubi, lastre, nastri che verranno poi utilizzati a valle. Il numero di compagnie che operano in tutti e tre i settori è molto limitato.

Il flusso del rame

Uno studio completo sugli approvigionamenti, flussi, tassi di riciclo del rame è stato sviluppato dal Fraunhofer Institute: uno studio complesso, durato 3 anni che ha portato ad una migliore comprensione di come il rame venga usato e ri-usato all'interno della società

European copper stocks and flows 2010 (Glosser, 2013)

Miniere

Nel 2011, circa 855.000 tonnellate di rame (fonte: BGS) sono state estratte nell'UE, fornendo il 20% circa del fabbisogno. Le principali miniere si trovano in Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. Clicca qui per vedere i siti dei depositi di rame in Europa.

Produttori (raffinatori e fonderie)

Nel 2011, la produzione di rame raffinato nell'UE-27 era di 2,7 milioni di tonnellate, che rappresentano il 14,7% della produzione mondiale (fonte: ICSG). I principali paesi produttori sono la Germania, la Polonia, la Spagna, la Svezia, la Finlandia, il Belgio e la Bulgaria. I prodotti finali dai processi di fusione e raffinazione - cioè i catodi in rame - sono fatti attraverso processi elettrolitici; questi catodi sono normalmente fusi e colati sul posto, per ottenere forme come billette e bramme.

Il 45% circa della materia prima per i raffinatori di rame nell'UE-27 viene acquistata sul mercato internazionale, sotto forma di concentrati, rame blister, anodi o rottami. Il restante 55% arriva dalle miniere interne, dai residui e dai rottami. 

Essendo il rame una commodity ed essendo il suo valore stabilito in maniera trasparente a livello globale in Borsa (come nel London Metal Exchange), la competitività dei produttori UE  è legata direttamente al suo costo base. Gli alti prezzi dell'energia, i costi sociali e di riduzione dell'impatto ambientale hanno reso difficile per i produttori UE competere sul mercato internazionale, per avere il rame primario e secondario (rottami) di cui hanno bisogno. Questo è dovuto in parte ai Paesi estrattori, che si integrano a valle con le proprie strutture di raffinazione e fusione, ma soprattutto è dovuto alla forte domanda dei produttori asiatici, molti dei quali ricevono aiuti di stato, o operano sotto minori imposizioni legislative.

Oggi, sei compagnie impiegano circa 10.000 persone all'interno di una dozzina di siti di raffinazione. Solo due compagnie sono parzialmente integrate con miniere di loro proprietà.

Produttori di semilavorati

I prodotti della raffinazione (catodi) sono la materia prima principale per i produttori di semilavorati. I raffinatori non sono in grado di soddisfare questa richiesta di materia prima, quindi i produttori id semilavorati devono importare catodi e/o approvigionarsi di rottami "puliti", per una quantità di circa 1 milione di tonnellate all'anno.

A causa della debolezza del settore delle costruzioni, la produzione del 2012 di semilavorati in rame e leghe di rame si è aggirata intorno a 4,3 milioni di tonnellate (fonte: ICSG), poco meno di un quinto del totale mondiale. Italia, Germania e Francia contano per la metà a livello europeo. La gamma dei semilavorati è molto vasta e consiste soprattutto in barre, fili, tubi, profilati, lastre e nastri. Le applicazioni sono ancora più numerose e raggiungono settori come l'elettricità, i trasporti, l'edilizia, il marino-navale, gli strumenti di precisione, l'orologieria, la meccanica.

La vergella per elettricità copre circa la metà della produzione complessiva dei semilavorati. Una ventina di compagnie impiegano circa 3.000 persone; questo settore presenta un mix: alcune sono integrate a monte con raffinatori, altre a valle con produttori di fili e cavi, mentre una terza categoria è indipendente. Questo è un settore altamente competitivo, il cui impatto sociale ed energetico è di estrema importanza.

Circa 80 compagnie, per complessivi 35.000 dipendenti, producono barre, cavi, profili, tubi, piastre e lastre; 30 di queste compagnie possiedono fonderie  per la produzione di billette ed altre forme destinate a successive lavorazioni; le altre si riforniscono sul mercato.

Molti metalli vengono addizionati al rame per produrre leghe. Di questi, i più comuni sono lo zinco, il nickel, lo stagno, l'argento e il berillio. Ogni lega offre prestazioni su misura per le richieste dei clienti al valle, per ottimizzare l'uso del prodotto finale e l'economia del processo di produzione.

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