Industria

"Innovazione per noi significa anche sfruttare le conoscenze e la tecnologia per produrre rame nel modo più sicuro ed eco-compatibile. Ed è qui che entra in gioco la nostra recente valutazione volontaria del rischio per il rame (VRA): l'industria del rame è stata la prima in Europa a portare a termine un processo che ha dimostrato ai legislatori di ogni paese che noi abbiamo anticipato severe linee di condotta a tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente. Questa VRA è la prova che abbiamo già adempiuto al nostro dovere di sollecitudine e che siamo già pronti per REACH. Siamo e continueremo a essere innovativi, preparati. In una parola, avanguardia."

John Schonenberger, Direttore generale European Copper Institute


Nel corso dell'anno 2000 l'European Copper Institute, per conto della Industria europea del rame ha deciso volontariamente di presentare una valutazione dei rischi (Voluntary Risk Assessment, VRA) connessi alla produzione, utilizzo e fine vita del rame metallico, delle polveri di rame e di quattro suoi composti.

Il processo di valutazione è stato concordato con l'Istituto Superiore di Sanità, essendo l'Italia il paese incaricato della revisione per conto della Commissione Europea e degli Stati Membri dell'Unione; l'Istituto Superiore di Sanità ha esaminato le procedure, fornito una guida sulle metodologie e riveduto i risultati.

 Nel maggio 2005 l'Italia, per conto dell'European Copper Institute, ha sottoposto alla revisione della Commissione Europea e degli Stati Membri una bozza di un documento di valutazione del rischio. Il processo di revisione è stato completato nell'Aprile del 2008, dopo tre anni di analisi dettagliate e migliorative.
Il dossier sulla valutazione del rischio è stato approvato dal Technical Committee for New and Existing Substances (TCNES) della Commissione Europea; lo Scientific Committee on Health and Environmental Risk (SCHER) della Commissione Europea ha svolto una valutazione finale ed ha ulteriormente approvato le conclusioni sulla caratterizzazioni dei rischi per l'ambiente e la salute umana.

Nel marzo 2009, le conclusioni sono state approvate dalle Autorità UE e la VRA del Rame è stato il primo report dell'industria pubblicato sul sito the dell' European Chemical Agency (ECHA).

La valutazione complessiva, che copre gli aspetti della produzione, utilizzo e fine vita della catena del valore del rame, mostra che il quadro legislativo vigente garantisce in generale l'ambiente, la salute degli addetti all'industria e la popolazione europea.

Le principali conclusioni raggiunte dalla Commissione Europea e dagli esperti degli Stati Membri sono le seguenti:

  •  l'utilizzo dei prodotti di rame risulta, in generale, sicuro per l'ambiente e per la salute dei cittadini dell'Europa.
  • il valore soglia perché si verifichino effetti acuti è di 4.0 mg/l di rame nell'acqua potabile, mentre il livello cui il grande pubblico è in generale esposto risulta di 0.7 mg/l. Ciò è coerente con il livello guida del rame di 2.0 mg/l, stabilito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
  • per gli adulti, l'assunzione minima giornaliera di rame attraverso la dieta è di 1 mg, con una soglia massima di 11 mg. L'assunzione media reale si colloca tra 0.6 e 2 mg, suggerendo così che un aspetto problematico possa essere quello di una carenza.
  •  in Europa i livelli di sicurezza per la presenza del rame nelle acque dolci e marine sono rispettivamente di 7.8 e 2.6 μg/l. Il livello di sicurezza per la presenza del rame nel suolo è di 79 mg/kg di peso secco. I livelli di sicurezza nei sedimenti delle acque dolci, di estuario e marine sono rispettivamente di 87, 144 e 338 mg di Cu per kg di peso secco. I livelli di rame effettivamente misurati in Europa nelle acque, nei sedimenti e nei suoli risultano generalmente molto al di sotto di queste soglie di sicurezza.
  •  rischi ambientali sono possibili nel 14% dei siti industriali, laddove i trattamenti in loco delle acque sono insufficienti o dove gli effluenti nell'acqua presentano un basso livello di diluizione.
  • rischi professionali per la salute sono possibili in alcuni siti industriali, specialmente per i lavoratori occupati nella produzione di composti chimici e polveri di rame.
  • il rame non è un materiale CMR (cancerogeno, mutageno, dannoso per la riproduzione) o PBT (persistente, bio-accumulante, tossico).

La VRA inoltre:

  • ha dimostrato che l’industria del rame ha fatto fronte ai suoi doveri nei confronti di tutte le parti interessate, dimostrando la sicurezza dell'utilizzo dei suoi prodotti.
  • ha fornito all'industria del rame una solida piattaforma scientifica necessaria per rispettare i requisiti del REACH.
  • ha fornito alla filiera e alle autorità una solida piattaforma scientifica su cui basare future iniziative legislative.
  • forma le base per un piano di riduzione del rischio nelle poche e specifiche situazioni locali in cui sono richieste azioni di gestione del rischio.