Il rame

I bronzi: leghe rame-stagno, ma non solo

Lo stagno, aggiunto in percentuale crescente fino a raggiungere il 9-10%, da origine a leghe che presentano ottima resistenza alla corrosione e buone caratteristiche meccaniche.
Queste leghe sono lavorabili plasticamente e si possono laminare, estrudere, forgiare, stampare e trafilare.

Aumentando la percentuale di stagno, si ricavano leghe con durezza maggiore, quindi minore malleabilità.
L’elevata resistenza alla corrosione dei bronzi spiega il larghissimo uso in costruzioni navali, o per materiali a contatto con liquidi o atmosfere corrosive.

 Tipo di bronzo Composizione  Applicazioni 
Bronzi per semilavorati CuSn4
CuSn8P
Molle interruttori, connettori, applicazioni chimiche 
CuSn4Pb4Zn4 Cuscinetti a manicotto, parti di valvole, ingranaggi
CuSn3Zn9 Applicazioni elettriche
 
 Bronzi per getti
CuSn10
CuSn11
Ingranaggi, bronzine, uscinetti
CuSn11Pb2 Cuscinetti, bronzine, giranti di pompe
CuSn12 Cuscinetti e bronzine
CuSn12Ni2 Ingranaggi
CuSn5Zn5Pb5  Valvole, raccordi, flange, pompe

Anche se la denominazione bronzo dovrebbe riferirsi solo alle leghe rame-stagno, per comodità si è soliti chiamare bronzi anche quelle leghe caratterizzate dalla presenza di un altro metallo, anche se lo stagno non c’è oppure è componente minoritario.
Pertanto si parla di bronzi al silicio, al manganese, all’alluminio (detti anche cuprallumini), al berillio, al piombo e così via, mentre i bronzi propriamente detti sono chiamati bronzi comuni.


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